IL DECRETO SULL'ENOTURISMO FINALMENTE IN DIRITTURA D'ARRIVO


Azzali (Confagricoltura Piacenza): una buona opportunità per promuovere i nostri vini e il territorio

È stato firmato dal Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, il Decreto sulle Linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l'esercizio dell'attività enoturistica. “E’ una norma che auspicavamo – spiega Chiara Azzali, presidente della Sezione di Prodotto Vitivinicola di Confagricoltura Piacenza - il settore viene dotato così di un quadro normativo completo e armonizzato a livello nazionale, vengono definiti dei requisiti minimi di qualità dei servizi offerti, premiando, di fatto, chi già rispettava certi standard”. Le linee guida del decreto sul turismo del vino stabiliscono che l’enoturismo è tale solo se connesso a un’azienda agricola. Per enoturismo si intendono tutte le attività formative ed informative rivolte alle produzioni vitivinicole del territorio. Nel turismo del vino rientrano così le visite guidate ai vigneti aziendali e alla cantina, ma anche le iniziative di carattere didattico, culturale e ricreativo svolte nell’ambito delle cantine e dei vigneti, compresa la vendemmia didattica. Nell’enoturismo rientrano poi le attività di degustazione e vendita delle produzioni vitivinicole aziendali, il tutto anche in abbinamento ad alimenti fatti in casa. Fra i requisiti e gli standard minimi di qualità vi sono quelli igienico-sanitari e di sicurezza, oltre ad altri requisiti quali l’apertura settimanale, o anche stagionale, di un minimo di tre giorni, compresi prefestivi e festivi; gli strumenti di prenotazione delle visite, meglio se informatici; la cartellonistica; le lingue straniere parlate; il sito web o la pagina web aziendale; le informazioni sulla zona di produzione, sulle produzioni tipiche e locali soprattutto se Dop; gli ambienti attrezzati in modo adeguato per l’accoglienza; il personale addetto all’accoglienza competente, anche sulle caratteristiche turistiche del territorio. Non ultimo, vi sono una serie di obblighi e disposizioni sulla degustazione: l’attività di degustazione del vino all’interno delle cantine deve essere fatta con calici in vetro; il vino va abbinato ad alimenti tipici, con preferenza per le denominazioni certificate riconosciute dalla Ue, con prodotti di montagna, o con prodotti presenti nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali; dall’attività di degustazione sono in ogni caso escluse le attività che prefigurano un servizio di ristorazione. “Siamo in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per valutare i dettagli – prosegue Azzali - in linea generale esprimiamo un giudizio positivo. Chi partecipava ad eventi o organizzava accoglienza in cantina si trova tutto sommato abbastanza preparato perché si era attrezzato per offrire un servizio adeguato nel rispetto delle varie norme, comprese quelle sulla gestione degli alimenti. Avendo una definizione chiara di “enoturismo” alla quale sono connesse disposizioni e semplificazioni fiscali le imprese, potranno ora implementare una strategia organica per la promozione di prodotto che valorizzi la competenza e la passione degli operatori e il territorio, di cui di cui gli agricoltori sono custodi”. Confagricoltura Piacenza sottolinea come il settore vitivinicolo sia fortemente strategico per l’export agroalimentare e conseguentemente per l'economia del nostro Paese. “Venendo alle produzioni locali – conclude Azzali – possiamo fare ancora molto per farle conoscere e promuoverle al di fuori del nostro bacino tradizionale, questo decreto va nella direzione giusta tracciando le linee guida. Le aziende vitivinicole di Confagricoltura Piacenza vi attendono nelle loro cantine”.




Chiara Azzali - Presidente della Sezione di Prodotto Vitivinicola di Confagricoltura Piacenza
 




  • 20/3/2019   -   49 letture  
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