A Cena con la Scienza, apertura con Alberto Mingardi

  di: redazione

Lo studioso a Ziano: "Pandemia sotto controllo per tornare a crescere"

Il ciclo di incontri di divulgazione scientifica in punta di forchetta organizzati da Confagricoltura Piacenza ed Agriturist, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura, vede quest’anno un’edizione settembrina di due appuntamenti. Venerdì 11 settembre, presso l’agriturismo Civardi-Racemus a Ziano Piacentino una folta platea, debitamente distanziata e su un’ampia terrazza, si è data appuntamento per ascoltare la relazione di Alberto Mingardi, direttore generale dell’Istituto Bruno Leoni, professore associato di Storia delle dottrine politiche alla IULM. Studioso di matrice liberale e attento osservatore della nostra società, Mingardi ha fatto una disamina ex post di cosa ha funzionato e dei punti più critici emersi nella gestione della pandemia. Tra i partecipanti immancabilmente, Gianpietro Bisagni presidente regionale di Agriturist e co-organizzatore, la componente di Giunta nazionale di Confagricoltura Giovanna Parmigiani, il direttore di Confagricoltura Piacenza Marco Casagrande. Presente in platea anche l’avvocato Corrado Sforza Fogliani e numerosi studiosi che frequentano ormai abitualmente le Cene con la Scienza come Luigi Mariani.
“Le circostanze drammatiche degli ultimi mesi – ha esordito Michele Lodigiani coordinatore dell’iniziativa - ci avevano indotto ad accantonare per quest'anno gli incontri giunti alla XIa edizione. Vederci qui così numerosi è dunque di per sé molto confortante. Ci interrogheremo su alcuni aspetti della pandemia che ha modificato le nostre esistenze, se possibile, per trarne considerazioni utili per il futuro. Prima di iniziare desidero però ricordare tutti coloro che in questa tragedia ci hanno lasciato e lo faccio commemorando due persone a cui Confagricoltura e il mondo dell’agricoltura devono molto e che negli anni hanno contribuito anche a questa iniziativa partecipando assiduamente alle diverse edizioni: Massimo Bergamaschi e Michele Stanca, il primo già presidente di Confagricoltura Piacenza e grande imprenditore, il secondo, a lungo direttore del Crea, maestro della genetica vegetale, georgofilo e studioso di fama internazionale”.
Il confronto con un evento imprevisto di questa portata, ancorché prevedibile, ha aperto un orizzonte che la società contemporanea aveva smesso di considerare: quello dell’incertezza. “Nell’incertezza la gente cerca istintivamente un ruolo guida nelle Istituzioni, che a loro volta erano di fronte alla necessità di prendere decisioni nell’incertezza, così sono stati commessi alcuni errori – ha detto Mingardi sviluppando il tema, come al solito in A Cena con la Scienza, in modo poco conforme al senso comune e seguendo il pensiero razionale – devo dire che alcuni di questi errori sono stati comuni anche in altri Paesi, dove la pandemia è arrivata alcune settimane dopo, e che avrebbero avuto il vantaggio di poter analizzare quanto era accaduto da noi”. “Non è la prima pandemia con cui la nostra civiltà si confronta – ha proseguito il professore -. La decisione che il nostro Paese ha preso è stata quella di preservare il maggior numero di vite possibile. Non è sempre stato fatto così in passato. A fronte di questa scelta, che non è oggetto di discussione, le strategie individuate, come il lockdown totale e prolungato (che dal punto di vista sanitario ha funzionato) sono però stati trascurati alcuni aspetti ed è mancata l’analisi del “trade off”: uno su tutti i danni psicologici che una reclusione così prolungata e drastica ha causato e causerà sulla popolazione, in particolar modo su alcune fasce fragili. Guardando in prospettiva – ha aggiunto – se non vogliamo aggiungere le vittime di un’economia che collassa, vanno individuate modalità che consentano alle imprese di fare sviluppo, perché l’immissione di liquidità di per sé non genera benessere e welfare e senza progettualità d’impresa rischiamo di avere altre vittime generate dal crollo del sistema Paese. La nostra strategia non può essere tutta finalizzata a trovare la pentola d’oro alla fine dell'arcobaleno (il Recovery Fund) con un sistema organizzato in funzione di non perdere consenso. Per tornare a crescere – ha concluso Mingardi -  abbiamo bisogno di mettere l’epidemia sotto controllo e che la gente si senta sicura di tornare a fare relazione”.
La serata è poi proseguita a tavola e va detto che i tortelli alla piacentina dell’agriturismo Racemus sono stati un potente e benefico talismano di ottimismo. Il prossimo appuntamento è in programma venerdì 25 settembre presso l’Azienda Agrituristica Battibue a Baselicaduce di Fiorenzuola d’Arda con la relazione di Enrico Bucci – Adjunct Professor presso la Temple University di Philadelphia – che interverrà sul tema “Cattivi scienziati: la pandemia della malascienza”. Per partecipare è sempre necessario prenotare in agriturismo.





  • 14/9/2020   -   34 letture  
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