Prime valutazioni sugli effetti del lockdown COVID-19 sul sistema produttivo italiano

  di: Marco Pini e Alessandro Rinaldi (1), Unioncamere-SiCamera

This time is the first time, ovvero quella che stiamo vivendo non è semplicemente un’epoca di cambiamenti, ma è un cambiamento di epoca.
 
Stiamo attraversando una crisi forse mai conosciuta per la sua ampiezza, intensità e specificità. La pandemia di COVID-19 sta colpendo tutti i paesi del mondo generando effetti di enorme portata, provocando recessioni economiche mai viste dal secondo dopoguerra. Ma l’aspetto forse più caratterizzante di questa crisi è uno stato di incertezza pervasiva. Baker et al. (2020) hanno stimato che il 60% della caduta futura del PIL americano è ascrivibile proprio al fattore “incertezza”. In pratica, affrontiamo il futuro avendo pochi punti di ancoraggio utili a tracciare scenari realistici, non sapendo come e quando ritorneremo ad una nuova “normalità”.
 
In questo quadro, le analisi economiche sembrano prediligere valutazioni prospettiche su un futuro difficile da decifrare, e le politiche economiche su un presente fatto di tante imprese da salvaguardare alle prese con difficoltà di liquidità e non solo: mentre ci stiamo concentrando soprattutto su ciò che abbiamo e che potremmo perdere, minore attenzione sembra essere rivolta a ciò che abbiamo già perso e rischiamo di perdere per sempre. Per una volta guardiamo al dito oltre che alla luna, poiché in pericolo sono le nostre mani.
 
Per affrontare il presente e l’imminente sono determinanti informazioni statistiche tempestive, come ad esempio quelle del Registro delle imprese delle Camere di commercio. Nel bimestre marzo-aprile 2020 il numero delle iscrizioni di impresa (di seguito chiamate anche start-up) si è praticamente dimezzato rispetto allo stesso bimestre del 2019 (Fig. 1): -45,1%, che in valori assoluti significa quasi -32 mila imprese iscritte. Dalle 70,6 imprese iscritte tra marzo a aprile dell’anno scorso (in media con i valori degli ultimi anni) si è caduti a 38,8 mila negli stessi mesi di quest’anno.
 
Per il momento, questa crisi sta colpendo in particolare la natalità di impresa (UNIONCAMERE, 2020), specificamente nelle regioni centro-settentrionali (Fig. 2) dove non a caso il virus si è diffuso maggiormente: solitamente si parla di Due Italie davanti a numeri più negativi per le regioni meridionali, mentre in questo caso la situazione si inverte. Per l’Emilia-Romagna il dato sostanzialmente di dimezza: -49,1%.

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  • 22/7/2020   -   69 letture  
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